Tutti i volti di Istanbul

Ad Istanbul arriviamo dopo una notte da viaggio della speranza, vi dico solo che Danila, da buona napoletana, ha esordito con “Adda passá ‘a nuttata“: 8 ore di autobus, senza possibilità di reclinare i sedili neanche di poco, vani tentativi di utilizzare delle musiche da meditazione per conquistare il sonno, sosta alle 3 di notte in autogrill turco senza nessuno che parli inglese, ma la città è conquistata e l’hotel è stupendo!

(ndr.Raccontare Istanbul è un’impresa non da poco, lascerò l’articolo in continuo aggiornamento in modo da poterla vivere con noi: saremo qui 3 giorni.)

Veniamo accolte da mega colazione con vista sul Bosforo e ancora in preda al sonno iniziamo dal quartiere che ci ospita: Sultanahmet

Premetto che non immaginavo minimamente che Istanbul potesse profumare così tanto di castagne, pannocchie abbrustolite e pane, merito dei tanti banchetti agli angoli delle strade.

Museo archeologico

Accogliamo il suggerimento di fare qui la Museum Pass che consente di accedere a varie attrazioni culturali saltando la fila, il museo è famoso per la tomba di Alessandro Magno che purtroppo ora è in una sala in ristrutturazione, ma siamo comunque immerse nell’antichità greche e romane. (Zeus ed Apollo, la medusa, gli amorini hanno rapito il mio animo amante della mitologia)

Seconda tappa il Topkapi Palace

Residenza dei sultani fino al 19ºsec. è stato modificato ed ampliato più volte a seconda dei gusti del sovrano del momento, ci si può perdere tra i vari padiglioni anche se alcuni sono veramente degni di nota: l’harem voluto da Solimano il magnifico è composto da 300stanze e vi risiedevano oltre 1000 donne, la curiosità è che i “giochi del sultano” erano tutti gestiti dalla madre, la stessa era spesso una ex schiava cristiana proveniente dall’harem, per questo i sovrani ricevevano una doppia educazione!

Questa una delle porte, in madre perla e tartaruga!

Dopo un necessario momento di pausa per recuperare le energie dopo la notte insonne ci dedichiamo alla famosa Moschea Blu individuata come la più grande al mondo: è famosa perché è l’unica ad avere sei minareti ( il sultano Ahmet I offrì un settimo minareto alla Mecca per salvarne l’onore!), il nome invece è determinato dalle sue piastrelle in ceramica Iznik Che con la luce del sole danno il caratteristico colore blu Turchia!

Di notte (come scopriremo in seguito) è veramente suggestiva.
un pizzico di delusione ( per chi mi conosce più di un pizzico) alla notizia che in questi giorni i famosi bazar saranno chiusi a causa della festa religiosa che ci perseguita da qualche giorno, in compenso sono gratuiti tutti i trasporti pubblici che ovviamente non utilizziamo dato che a entrambe piace tantissimo scoprire le città a piedi!

Attraversiamo la città verso il ponte che la collega con il quartiere di Galata, parte nuova della città in cui c’è la torre da cui prende il nome.Detta la “Torre di Cristo“, uno degli ultimi resti della cinta muraria genovese XIII sec.

Questa parte della città è molto vivace e piena di localini, noi ne approfittiamo per cenare con un’altra delle specialità turche: la patata al cartoccio ripiena di quello che si vuole!Buonissima!

Il nostro primo giorno si sente tutto sulle gambe, ma siamo già curiose del secondo!Accolte dalla mega colazione dell’hotel Kaftan ( stra consigliato!),

iniziamo la giornata con con la meravigliosa Aya Sofia:Dedicata alla divina saggezza, Inaugurata nel 360 con la sua ultima versione del 532 per realizzarla in poco tempo, i costruttori ebbero il permesso di saccheggiare tutti i monumenti pagani europei ed asiatici (Efeso, Atene), il giorno dell’inaugurazione Giustiniano avrebbe detto “Salomone ti ho superato!”, nel 453 con Mehmet II fu trasformata in moschea cercando di cancellare tutte le croci presenti.

Noi l’abbiamo trovata meravigliosa con i suoi colori ed i suoi mosaici che attraversano culture differenti!La curiosità è la colonna dei desideri: verso l’uscita in direzione delle scale per salire alla parte superiore.Bisogna inserire il pollice nel buco e girare con l’intero palmo da sinistra a destra esprimendo un desiderio!Io ci ho provato….

Ho trovato veramente magico il posto.
All’uscita mentre cercavamo un pezzetto d’ombra mi sento chiamare a incontro Kamelia con il suo ragazzo, una compagna di palestra che non vedevo da tanto, che emozione ritrovarsi dall’altra parte del mondo per caso!

Andiamo tutti insieme a vedere la Basilica Cisterna costruita da Giustiniano nel 542, detta anche palazzo Yerabatan per le colonne di marmo che sembrano nascere dall’acqua. (Ringrazio Alberto e Kamelia per la foto!)

Il posto è veramente suggestivo, per rivelarsi magico con la colonna dei desideri e due misteriose Medusa capovolte!

Con l’emozione nel cuore, raggiungiamo il colle della Moschea di Solimano: non si tratta di una semplice moschea, quanto piuttosto di un complesso (Külliye in turco) all’interno del quale si trova anche una madrasa, una mensa per i bisognosi, una foresteria, un ospedale ed un hamam, l’altezza consente di godere di uno splendido panorama della città.

Il gran finale è la mini crociera sul Bosforo, per ammirare il Corno D’oro.(Per raggiungere la zona del porto chiediamo informazioni ed una famiglia turca che stravolge completamente il suo percorso per accompagnarci, in un mix di turco ed inglese riusciamo anche a comunicare, non è la prima volta che riscontriamo la gentilezza dei turchi, che veramente si farebbero in quattro pur di fare stare bene la persona che hanno di fronte!)

Noi scegliamo quella di 3 ore, ammettiamo di non essere più abituate a stare ferme per così tanto, ma non si poteva perdere soprattutto per il tramonto, come al solito l’arrivo è stato movimentato da un attraversamento di un sottopassaggio con milioni di persone!Uscite andiamo a cena in un ristorante tipico turco in cui assaggiamo il celebre tasty kebab, cucinato in una specie di vaso di terracotta (io in versione veg)

Distrutte ed appagate dalla giornata, ci prepariamo al nostro ultimo giorno ad Istanbul!L’ultimo giorno è dedicato allo shopping, ma per non farci mancare nulla vediamo la Moschea di Sokollu famosa perché al suo interno custodisce le pietre nere della Mecca.Per dedicarci allo shopping ci immergiamo nella zona del mercato Egizio, ci dovrebbe essere il famoso mercato delle spezie, ma è chiuso, in compenso tutta la zona è vivace ed affollata!Abbiamo un video di Danila per raccontarlo!Il momento di relax ce lo prendiamo a metà pomeriggio con il narghilè double apple, immancabile esperienza ad Istanbul!Istancabili esploriamo anche il museo delle Arti e delle scienze Islamiche che racchiude tutte le scoperte di astronomia, fisica, matematica, a cui l’islam ha dato un prezioso contributo!Istanbul è veramente una città da vivere, da esplorare, assaporare, lasciandosi trasportare da quello che accade nelle sue strade, dalle persone, i colori ed i sapori, è una città dove antico e moderno si incontrano così come culture tanto differenti quanto vicine.

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