Sotto il sole di Efeso

Sveglia presto perché la giornata si prospetta intensaPrendiamo un bus “Pamukkale ” che offre un servizio navetta verso il terminal, destinazione Selçuk: da Izmir si trova a circa 1h e 30 di Dolmus ( il pulmino con cui si può girare la Turchia a poche lire, una sorta di taxi pubblico che fa fermate a richiesta, basta rispettare la strada di destinazione) e nasconde meraviglie inaspettate: l’Artemision tempio di Artemide del VI sec A.C. di cui purtroppo resta ben poco, la Basilica di S.Jean e la fortezza di Ayasuluk, dai resti si ha l’idea della maestosità, sui capitelli si trovano scolpite le croci cristiane volute dall’imperatore Giustiniano,la fortezza circonda tutti ed è del VII sec, bizantina.Altra tappa è la moschea di Isa Bey, ancora in funzione, ora è una grande sala di preghiera, uscite conosciamo l’imam in pensione che ci regala il suo biglietto da pensionato con i nostri nomi in turco e mi suggerisce un “rosario”per la preghiera con il simbolo dell’amore, un tulipano… Sarà un segno?!Decidiamo di andare a visitare Efeso a piedi, dista circa 3 km e c’è un bel percorso tra gli alberi (parte da vicino la moschea, basta seguire l’indicazione), l’arrivo (ingresso 70 lire), nonostante il caldo (47gradi) ci emoziona: il teatro del 125a.C. considerato il più grande al mondo 24.000 spettatori.Il tempio di Adriano mi rapisce con l’immagine di Medusa, nei fregi la narrazione della fondazione di Efeso.La secchiona che è in me è rimasta estasiata dalla biblioteca di Celso risalente al II secolo, scampata alla distruzione dei Goti, con le statue dedicate alla fortuna, saggezza, sapere e virtù, qualità di Celso.Il sito incanta in ogni angolo, la curiosità è questa lastra in cui si vede un’impronta ed un volto di donna che indicava “segretamente”il bordello, inutile dire che intorno c’erano milioni di giapponesi che se la ridevano imbarazzati!Il caldo inizia a toglierci le forze, ma ci rimettiamo in cammino direzione Sirince ad 8 km da Selçuk, sempre con Dolmus: è una bomboniera di epoca greca trasformata in un paesino profumato di origano e camomilla, pieno di signore che vendono spezie e abiti fatti all’uncinetto, le strade in salita tutelano dall’eccessivo numero di turisti.

Il posto è anche famoso per la degustazione di vini fruttati, considerato il caldo non ce l’abbiamo fatta, in compenso abbiamo assaggiato un ottimo succo di mora.

🐶🐱Una considerazione che faccio da giorni è che ovunque ci sono cani e gatti randagi e sono tenuti benissimo e rispettati: ci sono ciotole per l’acqua e cibo a disposizione e quasi tutti si fermano per una coccola reciproca, l’ho trovato un grande segno di rispetto.

Il ritorno ci è sembrato infinito dato che non riuscivamo a trovare lo shuttle verso il centro, ma in compenso vicino l’hotel troviamo uno dei migliori falafel (polpette i legumi e verdure avvolte in pane azzimo con salse ed insalata) mai mangiati:)

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